La telemedicina in dialisi peritoneale

In occasione del 35° Congresso Nazionale EDTNA/ERCA “infermieristica nefrologica, multitasking care” tenutosi a Riccione nelle giornate del 8-9-10 maggio 2017, la dott.ssa Carla Bussi, coordinatore f.f. dell’U.O. Nefrologia, ASST Spedali Civili di Brescia, ha esposto i risultati dello studio condotto dal suo gruppo di ricerca sulla telemedicina in dialisi peritoneale domiciliare.

La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più essenziale nel migliorare l’assistenza sanitaria. In dialisi domiciliare la telemedicina, si avvale di diversi strumenti che consentono il monitoraggio da remoto del paziente da parte del medico e dell’infermiere specializzato. Questo potrebbe risultare molto utile in soggetti insicuri o che vivono da soli; potrebbe migliorare l’aderenza del paziente al trattamento dialitico, migliorando di conseguenza i risultati clinici; potrebbe, infine, ridurre i tempi di ricovero dei pazienti dializzati riducendo i costi pubblici dell’assistenza sanitaria.

Lo studio è stato svolto al fine di verificare la possibilità di intraprendere in via sperimentale questa modalità di assistenza infermieristica presso la U.O. di Nefrologia degli ASST Spedali Civili di Brescia valutando le aspettative e le paure dell’equipe di dialisi peritoneale (DP) legate all’utilizzo della telemedicina in un contesto multitasking e analizzando i possibili vantaggi e svantaggi della telemedicina in dialisi peritoneale.

La ricerca è stata condotta somministrando un questionario di gradimento (sulla videodialisi e la percezione di essa anche in termini di assistenza del paziente) a tutta l’equipe di dialisi peritoneale del presidio ospedaliero composta da 8 infermieri e 3 medici nefrologi.

Dallo studio è emerso che la telemedicina è considerata un valido strumento per il quale è necessaria una preparazione ad hoc del personale sanitario che a sua volta dovrà istruire il paziente e del suo caregiver. Nonostante le perplessità sull’ottimizzazione dei tempi e la disponibilità delle risorse per sostenere il progetto, si ritiene che con la telemedicina si potrebbe aumentare il livello di autosufficienza del paziente.

La teledialisi e la teleassistenza a domicilio potrebbero rappresentare una svolta nell’ambito della patologia renale cronica sia per il paziente che per lo staff medico. Bisogna tener presente, però, la possibilità che si verifichino situazioni di sovraccarico di lavoro, pertanto si dovrebbero effettuare delle valutazioni volte a comprendere il benessere di medici ed infermieri.

 

Di seguito il link del poster esposto al congresso:

http://edtna-erca.it/images/Corsi/Nazionale2017/Poster_2017/013_Bussi-2017-poster.pdf

 

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