Video dialisi: la dialisi hi-tech

Nella prima giornata del XIX Convegno del Gruppo di dialisi peritoneale (Gsdp) della Società Italiana di Nefrologia (SIN), tenutasi giovedì 19 aprile a Lecco, si è parlato della dialisi peritoneale e del suo potenziamento tramite la telemedicina.

Per mezzo delle tecnologie messe a disposizione della telemedicina, attraverso piattaforme interattive, il Cloud e sistemi di raccolta dati, si potrà affiancare al paziente in terapia domiciliare “una ‘famiglia digitale’ che lo accoglie e lo cura” afferma il Dr. Lorenzo Di Liberato, medico dirigente dell’Asl-Nefrologia Chieti.

Il Dr. Giusto Viglino, che utilizza gli strumenti per il telemonitoraggio presso l’ospedale di Alba, sostiene, inoltre, che “la telemedicina può dare un grosso contributo nell’abolire le distanze e favorire la domiciliarità dell’assistenza, trasportando virtualmente a casa dei pazienti gli infermieri e i medici che in realtà sono distanti, per aiutare chi non riesce a fare la dialisi da solo e avrebbe bisogno di qualcuno che non c’è, ma anche per addestrare queste persone a gestire il trattamento, evitando spostamenti e adattando il tutto ai tempi, modi e linguaggi di quello specifico paziente”. Strategia che viene utilizzata, nei pazienti critici o complicati, anche per le visite a distanza. Si crea così “un partner virtuale che ha permesso di mettere in dialisi a domicilio pazienti, soprattutto anziani, che altrimenti non avrebbero potuto seguire questa strada. Abbiamo potuto sedare la paura di non farcela, essere accompagnati è molto importante. A molti pazienti tutto questo dà forza e toglie dalle spalle delle famiglie alcuni gravosi impegni. E parallelamente si ottene anche un abbattimento delle complicanze e della necessità di ricoveri e accessi in ospedale”.

Il sistema di teledialisi messo appunto dal team del Dr. Viglino è costituito da un totem trasportabile corredato da una telecamera ad alta risoluzione, un monitor, un sistema viva-voce e un box tecnologico.

Ha partecipato al congresso anche Andrea Ciandrini, Head of Marketing Renal, Baxter Italia, che evidenzia come le aziende abbiano un ruolo importante nella domiciliarizzazione della dialisi fornendo sistemi sempre più smart.

“La nostra esperienza” spiega Ciandrini “è basata su 3 aspetti. In primo luogo quello amministrativo-logistico di gestione del paziente, una gestione ottimizzata e con differenti servizi. Il secondo aspetto è la formazione che diamo agli operatori sanitari, medici e infermieri, sia direttamente negli ospedali e sia supportandoli per partecipare a corsi formativi in centri di eccellenza italiani. Formiamo anche i giovani nefrologi che rappresentano il futuro per la dialisi peritoneale. E, infine, la terza parte è quella tecnologica: penso per esempio al sistema di telemonitoraggio lanciato negli ultimi 2 anni, che permette ai clinici di controllare il paziente ogni giorno in cui effettua il trattamento a casa, modificandolo quando non è allineato alle esigenze cliniche e adeguandolo alle caratteristiche del paziente”. Integrando questi aspetti, sottolinea, “lavoriamo per la sostenibilità economica della dialisi peritoneale, puntando a una diminuzione di eventuali costi derivanti dalle problematiche che possono scaturire da un uso scorretto delle tecnologie”.

Articolo consultabile al seguente link

Sanità, telemedicina per i reni: arriva la video dialisi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *